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Diritti e dignità dimenticati dei lavoratori del Fast Fashion

FAST-FASHION

Ormai sembra essere diventata opinione comune: il fast fashion è responsabile dello sfruttamento di milioni di lavoratori al mondo.

Parliamo di un sistema di fornitura che si articola in una successione di processi lunghi, frammentati, sbiaditi e difficili da controllare. Ecco perché dalla creazione della materia prima all’assemblaggio dei capi, passando per la realizzazione del tessuto, questo sistema può determinare una serie di ingiustizie, alimentando sfruttamento e povertà. Con queste premesse, viene naturale, oltre che doveroso porsi una domanda: questo modello produttivo è ancora sostenibile o forse è arrivato il momento di cambiare?

Proviamo a fare un quadro chiaro della situazione attuale nel mondo del fast fashion, in considerazione anche del forte impatto dovuto alle difficoltà legate al Covid.

Il fattore trasparenza nella catena di fornitura del Fast Fashion

All’interno del sistema del fast fashion, la conoscenza profonda della catena di fornitura diventa un elemento fondamentale al fine di tenere sotto controllo lo sfruttamento e la condizione dei lavoratori.

I brand si affidano a certificazioni e audit per garantire chiarezza e trasparenza dei loro processi produttivi e soprattutto per difendersi da brutte sorprese. Tuttavia, spesso la corruzione e lo sfruttamento risiedono proprio in questo aspetto.

Questo è il motivo per cui Fashion Revolution sta collaborando con Tamil Nadu Alliance per invitare oltre 60 importanti marchi e rivenditori di abbigliamento ad aumentare la trasparenza oltre il primo livello, rivelando gli impianti di lavorazione e le fabbriche tessili nelle loro catene di fornitura.

Dall’indagine “Out of sight” effettuata su 62 brand, emergono i seguenti dati: 46 brand su 62 rendono noti i nomi di chi assembla i loro vestiti; solo 18 su 62 rendono nota, ma solo  parzialmente, la lista dei fornitori di tessuto. Un solo brand tra quelli analizzati ha reso disponibile l’elenco dei siti di produzione del ciclo di lavorazione tessile.

L’attenzione dei brand a costruire un’immagine legata alla sostenibilità e responsabilità

Fast Fashion 1

Benché tendiamo a darlo per scontato, il tema della responsabilità sociale non è mai stato così attuale.

Consideriamo i 4 principi fondamentali dell’ILO (international Labour Organization) che tutti gli Stati sono tenuti a rispettare:

  • libertà di associazione e riconoscimento effettivo del diritto di contrattazione collettiva;
  • eliminazione di ogni forma di lavoro forzato o obbligatorio;
  • abolizione effettiva del lavoro minorile;
  • eliminazione della discriminazione in materia di impiego e professione.

Sembrerebbero libertà fondamentali, scontate, quasi banali. Eppure ci sono Paesi in cui questi diritti non sono per niente rispettati. Nel nostro stesso Paese, potremmo affermare con certezza che l’eliminazione delle discriminazioni in ambito lavorativo sia un diritto realmente e sempre rispettato?

Quando si parla di responsabilità e sostenibilità c’è sempre qualcosa da fare, si può sempre progredire, senza sentirsi “arrivati”. Ci sono dei Paesi che hanno un percorso più lungo da fare, ma anche nella nostra catena di fornitura assistiamo a situazioni di vulnerabilità che vanno monitorate.

I brand temono situazioni di sfruttamento lungo la catena di fornitura, perché causano un immenso danno alla loro immagine, il cosiddetto danno reputazionale. E l’attenzione dei consumatori rende i brand vulnerabili, perché il danno reputazionale è difficile da riparare. E la difficoltà aumenta per i brand che investono per costruire un’immagine legata alla sostenibilità e alla responsabilità.

Il dialogo sociale quale strumento migliorativo delle condizioni lavorative nel sistema fast fashion

Il dialogo sociale può determinare migliori condizioni di lavoro, stabilità sociale e circostanze paritarie nel sistema del fast fashion. La libertà di associazione e i diritti di contrattazione collettiva rimangono dei capisaldi. Tuttavia, è tempo di ripensare a come dovrebbe funzionare il dialogo sociale in un’economia globale.

Fair Wear, organizzazione indipendente che lavora con marchi di abbigliamento, operai e influencer del settore per migliorare le condizioni di lavoro nelle fabbriche di abbigliamento, ha pubblicato a inizio febbraio una serie di report su alcuni paesi ritenuti particolarmente critici da un punto di vista di responsabilità sociale. I Paesi in questione sono Bangladesh, Bulgaria, Ethiopia, India, Myanmar, Cambodia, Indonesia, Mexico, Honduras, and Vietnam.

Lo studio si chiama  Social Dialogue in the 21st Century, si concentra sulla condizione del dialogo sociale in questi paesi e offre spunti interessanti.

La proposta della Commissione Europea in arrivo a giugno

E’ prevista per il mese di giugno una proposta di legge dell’Unione Europa per l’introduzione della “due diligence” obbligatoria per i prodotti che vengono immessi nell’Unione Europea. Non riguarderà solo la moda, ma sarà multisettoriale e punta a rendere pienamente responsabili le aziende per i prodotti e i semilavorati che importano, in relazione alla responsabilità sociale e all’impatto ambientale.

La proposta dell’Unione Europea accoglie l’urgenza di avere una nuova e forte legge che imponga a tutte le società di identificare, prevenire e affrontare il tema dei diritti umani e l’impatto ambientali lungo l’intera catena produttiva. Le aziende devono essere ritenute responsabili per pratiche dannose nei loro paesi d’origine e all’estero. Devono inoltre affrontare forti sanzioni se infrangono le regole.

Teniamo gli occhi aperti, non abbassiamo il livello di attenzione. Forse è il momento giusto per provare a mettere in piedi modelli di produzioni più sostenibili, che possano portare al recupero dei Diritti e dignità dimenticati dei lavoratori del Fast Fashion.

Spinitaly sostiene la campagna #payyourworkers per aiutare i lavoratori del settore fast fashion. Se vuoi aiutaci anche tu cliccando qui! Non rimaniamo a guardare e aiutiamo a combattere le disuguaglianze dei lavoratori che lavorano nel settore fast fashion per donare loro i diritti e le dignità che gli spettano.

Indice
Diritti e dignità dimenticati dei lavoratori del Fast Fashion
Titolo
Diritti e dignità dimenticati dei lavoratori del Fast Fashion
Descrizione
Il fast fashion è responsabile dello sfruttamento di milioni di lavoratori al mondo. Quanto è importante il fattore trasparenza nel sistema del Fast Fashion?
Autore
Spinitaly
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Pamela Reale

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